
Amalfi brilla al Vinitaly: i limoni IGP e l’agricoltura eroica di Aceto conquistano Verona. Visita a sorpresa di Elly Schlein
L’Antica Repubblica Marinara protagonista alla fiera mondiale del vino con il paesaggio terrazzato GIAHS-FAO. Salvatore Aceto: «I nostri limoneti sono un tesoro globale, ora la sfida è il futuro».
VERONA / AMALFI – Amalfi si conferma ambasciatrice d’eccellenza al Vinitaly, il più prestigioso salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati. Non solo uva, ma anche la straordinaria agrobiodiversità della Costiera è stata al centro dell’attenzione, con i limoneti e il sistema dei terrazzamenti a fare da protagonisti.
Un’edizione, quella di quest’anno, segnata anche da incontri istituzionali di rilievo: allo stand dedicato alle eccellenze amalfitane si è infatti fermata per un momento di confronto anche Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, a testimonianza dell’interesse politico e sociale verso la salvaguardia dei paesaggi rurali storici.
Un patrimonio mondiale tra i vigneti
Il sistema agricolo di Amalfi, riconosciuto dalla FAO come Patrimonio Agricolo dell’Umanità (GIAHS), è stato il cuore dell’incontro “Giahs, Fao: le potenzialità del paesaggio”. L’evento, ospitato presso lo stand del Consorzio di Tutela de Il Soave, ha visto la collaborazione dell’Associazione dei Paesaggi Rurali e di Interesse Storico (PRIS), di cui il Comune di Amalfi è membro fondatore.
L’integrità del paesaggio, la biodiversità e la bio-cultura sono stati i temi portanti. I profumi della Divina hanno offerto una vera e propria lemon experience ai visitatori internazionali, creando un connubio perfetto con le degustazioni vitivinicole.
A rappresentare l’eccellenza dei produttori amalfitani è stato Salvatore Aceto, delegato Confagricoltura Limonicoltura Costa d’Amalfi e custode dei celebri giardini storici della famiglia Aceto.
«Il riconoscimento GIAHS valorizza i nostri produttori e offre nuovi strumenti al settore – ha sottolineato Aceto – Dopo la cerimonia alla FAO, abbiamo registrato una crescita esponenziale di richieste da nazioni come Cina e Giappone, desiderose di scoprire i nostri metodi di coltivazione. La Costa d’Amalfi è già UNESCO, ma il GIAHS è un tesoro globale. La vera sfida, però, inizia adesso».
Per quanto riguarda il mercato del limone rispetto alla guerra e ai dazi di Trump degli USA non sembrano esservi eccessive preoccupazioni
“Il mercato del limone si rivolge essenzialmente al mercato italiano ed europeo Germania, Olanda, Austria, Francia, Inghilterra, Belgio ed adesso Repubblica Ceca, Romania ecc, al momento non sembrano esservi grandi ripercussioni”
Aceto ha poi posto l’accento sulla fragilità e sulla fatica di questa “agricoltura eroica”:
Verticalità e fatica: I contadini custodi lavorano su terreni frammentati e in pendenza, trasportando spesso i carichi a spalla o tramite teleferiche.
Salvaguardia vs Mummificazione: L’obiettivo non è bloccare il tempo, ma preservare un’unicità fatta di metodi tradizionali millenari.
Le criticità: Preoccupa la carenza di manodopera locale e il disinteresse dei giovani verso la terra.
Innovazione: Tra le prospettive future si guarda all’uso della tecnologia, come i droni, per sostenere i piccoli coltivatori nella manutenzione strutturale dei terrazzamenti. Ma anche le monorotaie
Un dialogo da Nord a Sud
La delegazione amalfitana si è confrontata con altre eccellenze italiane, come la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, rappresentata da Isabella Burganti. Un dialogo tra nord, centro e sud Italia che ha unito Paesaggi Rurali di Interesse Storico e Sistemi FAO, ribadendo che l’agricoltura identitaria è il vero motore economico e culturale del nostro Paese.
Amalfi torna così dal Vinitaly con una consapevolezza rinnovata: i suoi limoni e i suoi muretti a secco non sono solo cartoline, ma un patrimonio di biodiversità vivente che il mondo intero ci invidia.
Fonte : PositanoNews.it