Positano scalda i motori per l’estate: avanza la “rivoluzione del gusto”, ma l’artigianato arretra

11 Febbraio 2026

Tra nuove gelaterie, vinerie e ristoranti, la Perla della Costiera ridisegna la sua mappa commerciale. Il food & drink conquista gli spazi storici delle boutique, in linea con un trend che coinvolge ormai tutta la Campania.

Positano si prepara alla stagione estiva e, come ogni anno, il risveglio dal letargo invernale porta con sé novità, rumors e cambiamenti sostanziali nel tessuto urbano. Se un tempo la “moda Positano” e l’artigianato locale erano i padroni indiscussi dei vicoli, oggi la bussola dell’imprenditoria punta decisa verso un’unica direzione: la gastronomia.

L’espansione del Food: il caso Eden Roc e i Mulini

Le indiscrezioni più insistenti riguardano nuove aperture che confermano il successo del settore food & beverage. Dopo il riscontro positivo di Yummi, la gelateria nata lì dove un tempo sorgeva una storica attività di ceramica artistica e artigianale, la gestione sarebbe della famiglia dell’Hotel Eden Roc sembrerebbe intenzionata a raddoppiare.

Si parla infatti di una nuova gelateria-yogurteria che potrebbe prendere il posto di una parte di una boutique esistente. Un’operazione che non resterebbe isolata: anche nella centralissima zona dei Mulini, cuore pulsante dello shopping, parte di un noto negozio di abbigliamento potrebbe essere convertita e destinata alla gastronomia.

A completare il quadro delle novità, si segnala l’ingresso in campo di un noto costruttore edile che avrebbe in progetto l’apertura di un nuovo ristorante, o meglio di una riapertura, proprio di fronte al Caffè Positano l’attività che era ex Bar De Martino, e si può dire che questo cambiamento ha segnato anche svolta storica e generazionale, anche qui ci sono altri ristoranti , ma sono sempre pieni quindi la domanda c’è.

Una tendenza di tutte le località turistiche : da Sorrento ad Amalfi

Quello che accade a Positano non è un caso isolato, ma lo specchio di una trasformazione che investe tutte le grandi località turistiche della regione.

Sorrento: La città del Tasso ha visto quasi scomparire le botteghe del celebre intarsio sorrentino per far spazio a limoncello, street food e ristorazione.

Amalfi: Anche l’antica Repubblica Marinara vede il food guadagnare metri quadri a discapito del commercio tradizionale.

Positano: Qui la metamorfosi vede sempre più spesso le classiche boutique trasformarsi in vinerie o ibridi commerciali, dove l’esperienza di acquisto si mescola alla degustazione.

Luci e ombre: qualità, necessità e saturazione

È innegabile che la libera attività imprenditoriale segua le logiche del mercato: non si può costringere nessuno a mantenere in vita attività artigianali divenute poco economiche rispetto ai margini garantiti dalla somministrazione.

Va inoltre detto, per onor di cronaca, che in passato il settore “dolce” a Positano mostrava delle carenze. Basti pensare che, anni fa, alcuni alberghi di lusso erano costretti a rifornirsi di gelati artigianali a Piano di Sorrento, presso lo storico Bar Cafiero, per garantire un prodotto d’eccellenza ai propri ospiti. Oggi l’offerta è sicuramente più ampia.

Tuttavia, il rischio è quello della saturazione e della concentrazione di attività simili in spazi ristretti. Un esempio è la zona della Spiaggia Grande: qui l’eccellenza è già rappresentata dalla Buca di Bacco, che offre gelateria e yogurteria di alta qualità. Aggiungere ulteriori punti vendita identici nelle immediate vicinanze potrebbe non essere strategico.

Le eccellenze che fanno scuola

Non tutto il cambiamento, però, avviene a discapito della storia. Ci sono realtà che hanno saputo innovare creando valore aggiunto senza cancellare l’identità del luogo distinguendosi e differenziandosi . È il caso di:

Da Bruno : Il rinomato ristorante della famiglia Amitrano , nato da un bar , ha rivoluzionato Via Cristoforo Colombo fino allora considerata una strada anonima e fuori dal giro turistico

Franco’s Bar (Hotel Le Sirenuse): Un esempio di eleganza e qualità famoso in tutto il mondo, una brillante idea della famiglia Sersale,  con turisti disposti a farsi la fila per un drink

Mama a Montepertuso: Nato dall’esperienza dei Bagni d’Arienzo, dimostra come la ristorazione possa evolversi e creare nuove destinazioni d’eccellenza

Nocelle stessa, il borgo da favola incastonato sul sentiero degli dei, è esplosa con le attività extraricettive e i suoi due ristoranti che puntano alla qualità.

La vera sfida: il personale

Mentre le vetrine cambiano e le licenze si trasformano, resta sul tavolo l’incognita più grande per la prossima estate: il capitale umano. Con il moltiplicarsi delle attività di ristorazione, il problema del reperimento del personale qualificato si preannuncia, ancora una volta, come la vera emergenza con cui gli imprenditori dovranno fare i conti.

Positano cambia pelle, forse perdendo un po’ della sua anima artigiana, ma scommettendo tutto sul gusto. Resta da vedere se l’equilibrio tra “shopping” e “tasting” reggerà l’onda d’urto dei milioni di turisti in arrivo.

Fonte : PositanoNews.it

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