
Positano, il “caso” dei divisori alla Cambusa: perché l’autoregolamentazione è una scelta corretta secondo noi
Il dibattito è aperto e, come spesso accade nella perla della Costiera, una foto può scatenare un’ondata di commenti e battute. Dopo il nostro articolo di ieri sull’installazione dei nuovi separé presso il ristorante “La Cambusa”, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni e immagini dai lettori. Accogliamo con un sorriso l’ironia del web, precisando che la foto ci è stata inviata da una lettrice che passava sul posto, ma riteniamo doveroso approfondire il perché, dal nostro punto di vista tecnico e giornalistico, quella del locale sia una scelta corretta e di buon senso.
Evitare la commistione: ordine e privacy
La spiegazione principale risiede nella mutata geografia commerciale della zona. Con l’apertura di una nuova attività proprio di fronte al ristorante, il rischio concreto era quello di una commistione caotica tra flussi di avventori diversi. Senza una delimitazione chiara, lo spazio dedicato ai tavoli diventerebbe una zona di passaggio indistinta, a discapito della privacy dei clienti e della qualità del servizio. La separazione, dunque, non è un “muro”, ma un confine necessario per definire l’identità di uno spazio dedicato alla ristorazione.
Il controllo del suolo pubblico: ci dovrebbero essere delimitazioni a tutti . A volte si abusa del suolo pubblico
C’è poi un aspetto che riguarda il decoro urbano e la gestione degli spazi pubblici. Chi ha memoria storica ricorda quando in passato furono installati dei paletti per delimitare le aree dei ristoranti a Positano. Amalfi vi sono stati confini rigidi a Sorrento la Commissaria Prefettizia sta usando il pugno di ferro, ma ovunque nei paesi turistici c’è la corsa ad appropriarsi del suolo pubblico e questo va evitato o chi lo fa deve pagare il giusto . Sul gusto estetico non entriamo nel merito, piaccia o non piaccia questi sono anche dei limiti , una specie di autoregolamentazione, periodicamente , non solo a Positano, i delatori del web mandano foto di tavolini piazzati ovunque, di spiagge occupate, ebbene su questo noi di Positanonews diamo ragione una volta tanto a chi critica sui social network, ma chi parla su facebook spesso parla preso da risentimento ed emotività irrazionale. E’ chiaro che non bisogna abusare degli spazi pubblici e bisogna pagare il giusto, e non sempre è così. Ed è questo che abbiamo apprezzato, forse colpa nostra che non lo abbiamo spiegato bene. Mettere dei confini chiari , come sia possibile fare meglio non lo sappiamo ma si deve studiare, con i fiori con altro, è una mossa saggia: delimitare significa rispettare il pubblico.
Quando i confini sono certi e fisici:
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Gli operatori non “debordano” con i tavolini oltre i limiti consentiti.
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Si garantisce il rispetto millimetrico del suolo pubblico concesso.
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Il passaggio pedonale resta fluido e non viene invaso.
Noi ieri non eravamo fisicamente a Positano per “toccare con mano”, ma analizzando la dinamica degli spazi, ribadiamo che la gestione oculata del proprio perimetro è un segno di rispetto verso la città e verso il cliente. Poi, come è giusto che sia in una comunità viva come la nostra, ognuno resta libero di pensarla come vuole e di continuare a inviarci foto e battute, che sono il sale del confronto cittadino.
Fonte : PositanoNews.it