di lucio esposito
VIETRI SUL MARE (SA) – Nella splendida cornice del Lloyd’s Baia Hotel, porta d’ingresso della Costiera Amalfitana, si è conclusa con successo la due giorni dedicata al Wine & Food Tasting, l’evento esclusivo organizzato dall’Agenzia Curcio. Il 9 e 10 febbraio 2026, il mondo dell’ospitalità e della ristorazione si è dato appuntamento per un viaggio sensoriale tra oltre 300 etichette selezionate con la cura che contraddistingue la famiglia Curcio da oltre 45 anni.
Una Missione per il Settore Ho.Re.Ca.
L’evento, riservato agli addetti ai lavori, non è stato solo una vetrina commerciale, ma un vero momento di confronto strategico per il settore Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Cafe). Eugenio Curcio, alla guida dell’omonima agenzia, ha sottolineato come la manifestazione nasca dal desiderio di supportare professionisti che cercano “qualità, continuità e affidabilità” in un mercato in continua evoluzione [01:21].
Le Novità: Tra Grandi Classici e Nuove Tendenze
L’edizione 2026 ha brillato per alcune importanti novità:
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Pasticceria d’Autore: Grande risalto è stato dato al reparto food con l’ingresso di Pietro Macellaro, mastro pasticciere cilentano di fama internazionale, che ha arricchito l’offerta dedicata ai lievitati di alta qualità [00:48].
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Selezione Internazionale: Accanto ai pilastri della produzione italiana, i visitatori hanno potuto degustare grandi vini francesi, champagne d’eccellenza e una vasta gamma di distillati [01:05].
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Uno sguardo al futuro (Vini No Alcol): Con uno spirito imprenditoriale attento alle nuove richieste di mercato, l’Agenzia Curcio ha presentato anche opzioni “no alcol”, pur ribadendo l’importanza di educare i consumatori a vini di qualità con gradazioni alcoliche moderate [03:45].
Avvicinare i Giovani al Mondo del Vino
Un tema centrale emerso durante l’evento è stato il ricambio generazionale. Eugenio Curcio ha spiegato che una delle missioni attuali dell’agenzia è riavvicinare il pubblico giovanile (specialmente la fascia over 20) al mondo del vino, spesso percepito come troppo complesso o lontano rispetto al settore della mixology e dei distillati [02:15].
Territorio e Innovazione
Nonostante l’apertura ai mercati internazionali, il cuore dell’Agenzia Curcio resta legato alle radici campane. L’agenzia continua a valorizzare le realtà locali della provincia di Salerno e della regione, fungendo da ponte tra i piccoli produttori d’eccellenza e le grandi strutture ricettive che puntano all’ospitalità turistica di alto livello [02:56].
Con questa edizione del Wine & Food Tasting, l’Agenzia Curcio conferma il suo ruolo di punto di riferimento fondamentale non solo per la Campania, ma per l’intero panorama nazionale, dimostrando che la passione per il vino, se unita alla capacità di innovare, può superare le sfide di un mercato globale sempre più esigente.
https://www.youtube.com/watch?v=W7Zs4YrpQPk

Vini No-Alcol: Innovazione o Sacrilegio? Il Dibattito al Wine & Food Tasting
VIETRI SUL MARE – Tra le corsie del Lloyd’s Baia Hotel, dove il profumo dei grandi rossi e degli champagne d’oltralpe domina l’aria, spunta una novità che fa discutere esperti e appassionati: il vino dealcolizzato. Durante la seconda giornata del Wine & Food Tasting organizzato dall’Agenzia Curcio, una finestra speciale è stata aperta su questa categoria emergente, sollevando interrogativi su sapore, abbinamenti e finalità commerciale.
Un brindisi “senza spirito”
La sfida è aperta: può un vino senza alcol accompagnare degnamente una bistecca o una spigola al forno? La risposta arriva da una degustazione in diretta che mette alla prova i sensi [00:09]. Al naso, il prodotto sorprende per l’intensità aromatica: note spiccate di fragola e frutti rossi dominano il bouquet, offrendo una piacevolezza immediata, seppur diversa dal canone tradizionale [01:07].
Il profilo sensoriale: dolcezza e profumi
Secondo la Maestra Sommelier presente all’evento, l’assenza della base alcolica cambia inevitabilmente la struttura del prodotto. “In bocca si avverte una parte profumata quasi zuccherina”, spiega l’esperta, descrivendo un’esperienza che si avvicina a quella di un succo d’uva evoluto, ma con una complessità aromatica studiata per la tavola [00:56].
Strategia di mercato o missione educativa?
Il dibattito si sposta rapidamente sull’utilità di questi prodotti. Se da un lato c’è chi li vede come uno strumento per avvicinare i giovanissimi al mondo del vino senza i rischi legati all’abuso di alcol, dall’altro emerge una funzione più sociale e inclusiva [01:19].
Il vino dealcolizzato si propone come la soluzione ideale per chi, per motivi di salute, scelta personale o necessità (come chi deve mettersi alla guida), non vuole rinunciare al piacere di stare a tavola e alla ritualità del brindisi insieme agli altri [01:25].
Nonostante lo scetticismo dei puristi, i “no-alcol” si stanno ritagliando uno spazio nel catalogo delle agenzie più lungimiranti. Non l’erede del vino tradizionale, dunque, ma un’alternativa moderna che risponde a nuove esigenze di consumo, garantendo che nessuno debba sentirsi escluso dal convivio.
Video di riferimento: Dealcolici 10 febbraio 2026

Valdobbiadene: L’Arte della Viticoltura Eroica tra Passione e Territorio Immutabile
VIETRI SUL MARE – Quando si parla di bollicine italiane, il nome Valdobbiadene non rappresenta solo una denominazione, ma una storia di fatica, dedizione e un legame indissolubile con un territorio unico al mondo. Al Wine & Food Tasting di Vietri sul Mare, Andrea Biasiotto, dell’azienda Fossmarai, ha raccontato cosa si cela dietro una bottiglia di Prosecco Superiore di alta gamma, spiegando la differenza tra un prodotto industriale e una vera opera d’arte enologica.
800 ore contro 30: La “Fatica” del Territorio
Il cuore dell’intervento di Biasiotto è la definizione di viticoltura eroica. “In pianura si impiegano circa 30-40 ore di lavoro per ettaro grazie ai macchinari. Nelle nostre colline ne servono 800, e tutto deve essere fatto rigorosamente a mano” [00:09], [03:21]. Le pendenze scoscese e i terrazzamenti di Valdobbiadene non permettono l’uso della tecnologia, rendendo ogni grappolo il risultato di un sapere manuale che si tramanda da generazioni.
La “Ferrari” delle Bollicine
Durante l’intervista, Biasiotto ha utilizzato una metafora efficace per spiegare il posizionamento del Valdobbiadene rispetto al Prosecco generico: “Anche la 500 e la Ferrari sono entrambe macchine, ma hanno contenuti e prestazioni diverse. Il Valdobbiadene è la nostra Ferrari” [04:41]. Questa eccellenza è testimoniata anche dal valore di mercato: una bottiglia di alto livello può raggiungere i 200 euro al tavolo nei ristoranti più prestigiosi, riflettendo la qualità di un Brut Millesimato che si distingue per pulizia ed eleganza [01:07].
Un Successo Mondiale, dalla Svizzera alla Francia
Il fascino delle colline venete sta conquistando i mercati internazionali. Oltre ai consolidati consumatori svizzeri, tedeschi e dei paesi slavi, Biasiotto sottolinea un dato sorprendente: persino in Francia, patria dello Champagne, si inizia a preferire questo tipo di bollicina italiana per la sua freschezza e la precisione tecnica che il metodo Martinotti (in autoclave) permette di ottenere rispetto al metodo classico [05:22].
Il Fattore Umano e le Sfide del Clima
Nonostante la maestria tecnica, il viticoltore resta un uomo “sotto il cielo”. Biasiotto ha ricordato come il freddo intenso o le grandinate di maggio possano distruggere il lavoro di un intero anno. “Ci affidiamo a Dio, siamo sotto le intemperie come tutti” [03:00], ha dichiarato, sottolineando l’umiltà necessaria per lavorare una terra che regala prodotti inimitabili ma che richiede un sacrificio costante.
L’arrivo di Fossmarai nel Sud Italia, e in particolare in Costiera Amalfitana, segna l’incontro tra due bellezze mondiali. Per Biasiotto, far conoscere il Valdobbiadene in questi territori significa offrire a un pubblico esigente la possibilità di “vivere” la storia di un territorio che non è replicabile altrove, fatto di esposizione, altitudine e, soprattutto, di mani esperte [03:52].
Video di riferimento: Valdobbiadene 10 Febbraio 2026

L’Anima della Valpolicella in Costiera: I Segreti dell’Amarone tra Tempo, Passione e Mercati Mondiali
VIETRI SUL MARE – C’è un filo rosso che unisce le colline veronesi alla Costiera Amalfitana, ed è quello intenso e profondo dell’Amarone della Valpolicella. Presso il Lloyd’s Baia Hotel, l’enologo dell’azienda Corte San Benedetto ha svelato i retroscena di uno dei vini più pregiati al mondo, spiegando perché ogni sorso porti con sé anni di attesa e una lavorazione meticolosa.
Il “Vitigno Amarone” non esiste: La Magia dell’Appassimento
La prima lezione che l’enologo impartisce è tecnica ma affascinante: non esiste un vitigno chiamato “Amarone”. Il segreto risiede in un sapiente blend di quattro uve autoctone: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara [01:23].
Il processo è una sfida alla natura: le uve vengono raccolte a settembre e riposte in cassette da soli 7 kg, dove riposano fino a gennaio. In questi mesi perdono il 50% del loro peso, concentrando zuccheri e profumi. Solo dopo un’attenta analisi del chicco si decide il momento della spremitura [01:45]. Da qui inizia un lungo sonno in cantina: per disciplinare, l’Amarone deve riposare almeno 4 anni prima di poter essere presentato sul mercato [02:09].
Un’Eccellenza da Esportazione: Dalla Germania alla Cina
L’Amarone non è solo un vanto italiano, ma un vero protagonista dei mercati internazionali. Se la Svizzera e la Germania rimangono mercati storici e solidi, la vera sorpresa è l’Oriente. “I cinesi che hanno disponibilità economica cercano la qualità assoluta”, spiega l’enologo, rivelando ordini che possono raggiungere cifre vertiginose, fino a 250.000 euro per singola fornitura [02:39].
La Scommessa vinta nel Sud Italia
Per anni si è pensato che vini così strutturati fossero difficili da collocare nelle zone di mare, ma l’alleanza con l’Agenzia Curcio ha dimostrato il contrario. Grazie alla diffusione delle bracerie di alta qualità e alla presenza di un turismo internazionale colto ed esigente in Costiera, l’Amarone ha trovato la sua dimensione ideale anche a Salerno e provincia [03:30].
“Avevo paura che vendere un Amarone in un porto di mare fosse difficile, ma ho perso la scommessa”, ammette l’enologo, sottolineando come la carne di qualità e il palato raffinato dei turisti stranieri siano gli alleati perfetti per questi grandi rossi [03:49].
Reciotto e Amarone: L’origine del gusto
L’intervista si apre con un richiamo alla tradizione di Piazza delle Erbe a Verona, ricordando che la qualità ha un prezzo giustificato dal tempo e dal territorio: la zona della Valpolicella Classica, l’unica dove si produce il “vero” Amarone, lontano dalle rese industriali della pianura [00:51].
L’evento di Vietri si conferma dunque un ponte fondamentale per portare l’eccellenza veneta nel cuore del Mediterraneo, celebrando un vino che, nonostante la struttura imponente, continua a conquistare nuovi confini.
Video di riferimento: 10 Febbraio 2026 – Reciotto e Amarone

Ecco un articolo giornalistico basato sull’intervista realizzata presso lo stand del ristorante Masaniello durante l’evento a Vietri sul Mare.
Tradizione e Amore nel Piatto: Il Ristorante Masaniello Celebra le Radici della Cucina Campana
VIETRI SUL MARE – In un’epoca in cui la cucina spesso si perde in sperimentazioni estreme e tecnicismi, il Ristorante Masaniello sceglie di tornare all’essenza. Durante il Wine & Food Tasting al Lloyd’s Baia Hotel, lo stand del celebre ristorante è diventato un punto di riferimento per chi cerca il sapore autentico del territorio, rappresentato da un pilastro della gastronomia locale: lo chef Pasquale Chierchia
Il Ritorno ai Grandi Classici: Lagane e Ceci
Per l’occasione, il ristorante ha deciso di stupire i visitatori non con effetti speciali, ma con la perfezione della semplicità. Il piatto protagonista della giornata è stato un grande classico della tradizione campana: Lagane e Ceci [00:22].
“Dobbiamo continuare a portare avanti la nostra tradizione”, ha spiegato lo chef ai microfoni di Positanonews. Secondo Chierchia, piatti come questo non sono semplici ricette, ma simboli culturali che richiedono una preparazione eseguita con “maestria e amore” per poter essere apprezzati appieno dalle nuove generazioni [00:30].
L’Evoluzione dello Chef: Dalla Sperimentazione alla Consapevolezza
L’intervista è stata anche l’occasione per un momento di riflessione sul percorso professionale dello chef. In passato, Chierchia aveva attraversato una fase di “esperimenti gourmet”, quasi lasciandosi risucchiare dalle tendenze della cucina moderna [01:04]. Tuttavia, quella fase è stata definita come un periodo necessario di crescita e identificazione, che lo ha portato oggi a una nuova consapevolezza: la vera innovazione risiede nel custodire e valorizzare l’identità culinaria regionale [01:11].
Un Pilastro della Ristorazione in Costiera
Il Ristorante Masaniello si conferma così un “pilastro centrale” per le manifestazioni legate all’enogastronomia in Costiera Amalfitana [00:04]. La scelta di presentare un piatto così iconico sottolinea la filosofia del locale: offrire un’ospitalità che passa per il cuore e per la memoria del gusto, capace di “far rimanere a bocca aperta” proprio attraverso il recupero dei sapori di una volta [00:14].
Mentre i visitatori assaggiano le lagane, la sensazione è chiara: la cucina del Masaniello non è solo nutrimento, ma un racconto di storia, territorio e passione che continua a emozionare.
Video di riferimento: Pasquale Chierchia Masaniello 10 Febbraio 2026

In un’epoca in cui la cucina spesso si perde in sperimentazioni complesse, lo Chef Pasquale del celebre Ristorante Masaniello di Maiori ci riporta alle radici del gusto con un classico intramontabile: gli spaghetti al pomodoro. In un video recente, lo chef ha mostrato la passione e l’attenzione ai dettagli che rendono questo piatto apparentemente semplice un vero capolavoro culinario.
La Selezione degli Ingredienti: Il Segreto è nel Pomodoro
“Pomodorino fresco, mamma mia!”, esclama lo chef mentre prepara il piatto [00:00]. Per Masaniello, la qualità del pomodoro è fondamentale. Non si tratta solo di rosso: lo chef utilizza una varietà di pomodorini freschi, inclusi quelli gialli e persino quelli verdi, per creare un equilibrio di sapori e colori che stimolano sia il palato che la vista [00:10].
La Pasta: Solo il Meglio da Gragnano
Interrogato sulle sue preferenze in fatto di pasta, lo Chef Pasquale non ha dubbi: “Preferisco la pasta dura, spaghetti e linguine” [00:29]. La scelta ricade rigorosamente sulla Pasta di Gragnano, selezionata da cinque o sei pastifici storici di fiducia [00:39]. Secondo lo chef, la pasta lunga è l’ideale non solo per il pomodoro, ma anche per i piatti di mare, come la linguina con la gallinella [00:51].
Oltre gli Spaghetti: I Consigli dello Chef
Durante la preparazione, lo chef condivide anche alcune curiosità sui formati di pasta. Mentre molti amano il pacchero, Pasquale ammette: “Il pacchero mi dà soddisfazione solo con la rana pescatrice” [01:09]. Per gli spaghetti al pomodoro, invece, la semplicità regna sovrana, valorizzando ogni singolo ingrediente.
Il Ristorante Masaniello continua a confermarsi un punto di riferimento per chi cerca l’autenticità dei sapori della Costiera Amalfitana, dove ogni piatto racconta una storia di tradizione e amore per il territorio.

Sushi di Carne: L’Invenzione Creativa di “Dalla Padella alla Brace” Conquista il Wine & Food Tasting
VIETRI SUL MARE – Tra le tante eccellenze enogastronomiche ospitate al Lloyd’s Baia Hotel per il Wine & Food Tasting di Agenzia Curcio, c’è una proposta che ha attirato l’attenzione (e il palato) di tutti i visitatori per la sua originalità e creatività: il sushi di carne.
A presentarlo è Luigi Chierchia (detto Gigi), titolare della braceria “Dalla Padella alla Brace” di Angri, un ospite fisso e amico delle manifestazioni targate Curcio, noto per la sua capacità di innovare il settore della carne con un tocco di fantasia unico.
Un’invenzione nata dalla resilienza
L’idea del sushi di carne non è un semplice vezzo estetico, ma il frutto di una felice intuizione nata in un momento difficile. “È stata una nostra invenzione del 2020, durante la pandemia”, racconta Gigi. Mentre il mondo era fermo, la braceria ha iniziato a proporre delle speciali “box” di sushi di carne, trasformando un periodo di crisi in un’opportunità per sperimentare un approccio diverso al pubblico.
Oltre il semplice taglio: La maestria culinaria
Chi pensa che “Dalla Padella alla Brace” si limiti a grigliare carne, si sbaglia. La forza della braceria risiede nella lavorazione: “Non è che tagliamo semplicemente la carne e la mettiamo sulla brace”, spiega il titolare. Il sushi di carne richiede conoscenza delle materie prime, creatività e una manualità sartoriale che trasforma il pezzo di carne in un boccone gourmet, elegante e sorprendente.
Un successo travolgente
Il riscontro del pubblico è stato immediato e impressionante. Durante le ore dell’evento, lo stand è rimasto costantemente affollato, con lo staff impegnato senza sosta nella preparazione dei pezzi di sushi. “Sono ormai diversi anni che proponiamo questa specialità, e oggi ci dà un sacco di soddisfazioni”, ammette Gigi mentre confeziona i piatti sotto gli occhi curiosi dei presenti.
Dove assaggiare queste prelibatezze
Per chi volesse vivere questa esperienza culinaria fuori dal contesto della fiera, la braceria “Dalla Padella alla Brace” si trova ad Angri, in via Campia numero 10. Un luogo dove la tradizione della brace incontra la fantasia dell’innovazione, dimostrando che, anche in un settore classico come quello della carne, c’è sempre spazio per inventare qualcosa di nuovo e di successo.
Video di riferimento:

Eccellenza nel Calice: Alfonso Gentile Racconta i Segreti del Vino e del Rosé
MAIORI – In occasione di un recente evento gastronomico, abbiamo incontrato il sommelier Alfonso Gentile, figura di spicco nello stand di Masaniello, che ha guidato il pubblico in un affascinante viaggio sensoriale tra le migliori etichette e gli abbinamenti più sorprendenti.
Un “Portafoglio” di Grandi Rossi e Bianchi
La selezione presentata dal sommelier spazia dai classici intramontabili a interpretazioni moderne della tradizione vinicola italiana:
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I Rosé: La proposta include un blend di Chardonnay e Trebbiano, oltre a un rosé ottenuto al 100% da uve Sangiovese.
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Il Syrah: Gentile sottolinea la particolarità del Syrah toscano, distinguendolo nettamente dalle varianti friulane o siciliane per le sue note caratteristiche.
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Il Brunello di Montalcino: Veri fiori all’occhiello sono il “Filo di Seta”, un vino di grande pregio, e le riserve esclusive, capaci di regalare aromi persistenti e indimenticabili.
La Rivincita del Rosé
Uno dei momenti più interessanti del colloquio ha riguardato il vino rosé, spesso sottovalutato o vittima di pregiudizi. “C’è chi pensa erroneamente che il rosé sia un mix di vino rosso e acqua,” spiega il sommelier. Al contrario, Gentile ne esalta la straordinaria versatilità a tavola, consigliandolo per abbinamenti che vanno ben oltre la classica pizza:
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È perfetto con la pasta e fagioli con pancetta.
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Si sposa magnificamente con la parmigiana di melanzane.
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Accompagna con eleganza lo scarpariello o un risotto alla pescatora leggermente macchiato.
L’Aroma del Papa
Tra aneddoti e degustazioni, Alfonso Gentile ricorda una leggenda legata al Brunello di Montalcino: si dice che un Papa, dopo averlo assaggiato, ne avesse conservato il profumo “nel naso per un intero giorno”. Un tributo alla potenza aromatica di questi vini che continuano a rappresentare l’eccellenza del territorio.
Alfonso Gentile e il team di Masaniello confermano ancora una volta come il ruolo del sommelier sia fondamentale non solo per servire il vino, ma per farsi portatore di un messaggio di cultura e qualità gastronomica.

Dalla Franciacorta al Mondo: L’Universo di ACD Selezione e la Famiglia Beretta
MAIORI – In un mercato enogastronomico sempre più esigente, la capacità di offrire un catalogo completo e di alta qualità diventa il fattore determinante per il successo di un ristorante. È quanto emerso dall’incontro con i rappresentanti di ACD Selezione, realtà distributiva legata alla storica famiglia Beretta, durante l’evento dedicato alle eccellenze del settore.
Un Catalogo Senza Confini
ACD Selezione non è solo una distribuzione, ma una vera e propria curatela enologica. Con sette aziende di proprietà e circa cinquanta aziende in esclusiva, la realtà bresciana copre l’intero territorio nazionale e internazionale. La proposta presentata spazia tra le più prestigiose regioni vinicole:
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Francia: Dominano lo Champagne, i bianchi e rosé della Provenza, lo Chablis di Borgogna e i rossi del Rodano (Côtes du Rhône).
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Italia: Un viaggio che tocca il Friuli, la Toscana, la Sicilia, l’Alto Adige, l’Abruzzo con il Montepulciano e, naturalmente, la Toscana con il Chianti.
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Bollicine di Casa: Spicca il Franciacorta “Lo Sparviere”, prodotto d’eccellenza che gioca in casa per l’azienda bresciana.
Il Fascino della Francia e la Forza del Franciacorta
Alla domanda su quale sia il prodotto più richiesto, la risposta non lascia dubbi: “La Francia mantiene sempre il suo fascino,” confermano gli esperti di ACD Selezione, sottolineando come lo Champagne resti la scelta d’obbligo per le grandi celebrazioni. Tuttavia, il Franciacorta si conferma un’alternativa di altissimo livello, capace di competere sui palchi internazionali.
Al Servizio della Ristorazione Stellata
L’obiettivo principale di ACD Selezione è supportare i ristoratori nella creazione di cantine d’eccellenza, elemento ormai imprescindibile per chi ambisce a riconoscimenti prestigiosi come le stelle o le “chioccioline”. La forza del loro modello distributivo risiede nella flessibilità: la possibilità per un ristorante di ordinare piccoli quantitativi (da 3 a 20 cartoni) ricevendo però una varietà di etichette diverse in un’unica consegna. Questo permette anche ai piccoli locali di avere una lista vini enorme e ricercata, senza dover gestire stock eccessivi.
Con una sede radicata a Brescia ma lo sguardo rivolto al mondo, ACD Selezione si conferma un partner strategico per l’evoluzione della cultura del vino nella ristorazione moderna.

Fonte : PositanoNews.it