
Sono in tanti che partono da Positano e Sorrento in questo luogo, per motivi vari ci troviamo al Neuromed a mezz’ora di quello che è il regno del Baccalà del professore Antonio Ruggiero, facciamo tardi ma ci proviamo lo stesso. Il prof è famoso anche per i suoi video sui social network , il fil di ferro e qui sotto con un gruppo che viene da Sorrento, ma è stato anche con Mimmo De Gregorio dello Stuzzichino prima di un evento al Resort Ravenna
Arriviamo Lungo via Napoli, l’arteria principale di Vairano Scalo, a pochi minuti dall’uscita dell’autostrada, batte un cuore gastronomico che profuma di storia e di futuro. Forse l’unico in Italia ad essere specializzato solo nel Baccalà. L’Osteria del Baccala’ ( Una volta c’era della Fortezza Normanna e a Frosinone e Latina, pou chiuse dopo il Covid) non è solo un ristorante, ma un rifugio per l’anima dove il rito del cibo incontra la freschezza di una nuova generazione, ma anche di incontri inaspettati, come parenti in comune che si trovavano qui a pranzo.
Abbiamo fatto tardi dicevamo, ma Antonio Ruggiero — chef, docente IPSSAR e anima della storica sede nel borgo medievale di Vairano Patenora non ci ha negato un assaggio eccezionale dei suoi piatti e ci ha deliziato della sua compagnia.
Un’Osteria Slow che Guarda alla Tradizione
Il locale è intimo, meno di 30 posti a sedere, con un arredo essenziale che mette al centro l’unica vera protagonista: la cucina. la dimostrazione che, nonostante le difficoltà del settore, la voglia di fare e il legame con il territorio possono creare realtà d’eccellenza.
Il Baccalà era divino, un gusto unico e , inoltre, ha accontentato Paola, che non amava il piccante. La carta dei vini alterna etichette blasonate al sincero boccale di vino locale, mantenendo sempre alta l’asticella della qualità. Noi al bianco, a dire la verità, abbiamo preferito il rosso Pallagrello.
Il Rito dell’OlioAperitivo e l’Oroscopo con l’olio personalizzato
Prima ancora di sedersi a tavola, Antonio Ruggiero propone un’esperienza sensoriale unica: l’OlioAperitivo. Non un semplice condimento, ma un protagonista da degustare in purezza.
-
Il procedimento: L’olio (eccellenti blend di Caiazzana, Itrana, Tonda del Matese o Corniola) viene versato in un piccolo bicchiere, riscaldato con il palmo della mano e coperto per un minuto.
-
L’esperienza: Una volta “stappato”, sprigiona un bouquet di erba fresca e frutta, preparando il palato con i suoi polifenoli e lasciando la bocca pulita e pronta per il pasto.
Ruggiero ci ha parlato anche dell’Oroscopo con l’olio personalizzato al segno astrologico
La “Baccaliata”: Il Trionfo del Gusto
In alcuni giorni l’osteria si trasforma nel tempio del baccalà islandese di qualità. Il menu “La Baccaliata” offre soluzioni dai costi contenuti che entusiasmano per equilibrio e freschezza.
Ecco alcuni dei capolavori serviti che abbiamo visto dal menù e non vediamo l’ora di provare la prossima volta
-
Contaminazione: Il Cous cous con baccalà in brodo di Mohamed Bedda, un’apertura etnica profumata all’aglio e prezzemolo.
-
Tradizione e Territorio: La Zuppa di farro e fagioli con pomodorino del piennolo e i Paccheri di Gragnano con olive Caiazzana.
-
Il Piatto Cult: Il Baccalà sfritto con aglio, papaccelle piccanti e le celebri peschiole Verticelli di Vairano Scalo.
-
La Gratinatura: Il Baccalà arrecanato in tegame di terracotta con patate matesine e olive di Gaeta.
-
Il Dolce Inaspettato: Un dessert al Cantarellus cibarius (finferlo), fungo tipico dell’areale sidicino dal gusto delicatamente fruttato.
Un Appuntamento “Terapeutico”
Oltre al menu settimanale, la “Baccaliata” è diventata un appuntamento fisso mensile: un incontro tra amici dove la condivisione conta più del profitto. Con un contributo simbolico di 20 euro (che serve a finanziare la serata successiva), ci si ritrova per scoprire i prodotti dell’Alto Casertano e gustare il mitico piatto “Fil di Ferro”.
È una sorta di terapia enogastronomica, un modo per riscoprire il valore della lentezza e della convivialità autentica
Fonte : PositanoNews.it