Da Piano di Sorrento ai vertici dell’Export: Lorenzo Zurino traccia la rotta contro i dazi e l’incertezza

24 Febbraio 2026

PIANO DI SORRENTO – In un momento di forte turbolenza per i mercati internazionali, tra venti di protezionismo e nuove politiche tariffarie d’oltreoceano, la voce di Lorenzo Zurino torna a farsi sentire con forza e pragmatismo. Il Presidente del Forum Italiano dell’Export (IEF), orgoglio della penisola sorrentina e figura di riferimento per il Made in Italy nel mondo, ha rilasciato un intervento cruciale su sollecitazione di Positanonews per analizzare le sfide che attendono le nostre imprese.Al centro della riflessione di Zurino non c’è solo il timore per le barriere doganali, ma una visione più profonda sulle dinamiche del commercio globale.

Dazi, volatilità e stabilità dei mercati: resilienza italiana e centralità degli accordi bilaterali

Alla luce dei più recenti aggiornamenti in materia di dazi e delle evoluzioni giuridiche e politiche che stanno interessando il quadro normativo statunitense, il Forum Italiano dell’Export ritiene doveroso offrire una valutazione equilibrata, responsabile e orientata alla stabilità.

Le relazioni economiche tra Europa e Stati Uniti rappresentano un asse strategico fondamentale per l’equilibrio commerciale globale. Per il Made in Italy, il mercato nordamericano resta prioritario e strutturale.

Gli sviluppi recenti, che potrebbero determinare una revisione o un riequilibrio di alcune misure tariffarie, devono essere interpretati con cauta fiducia, evitando sia allarmismi sia entusiasmi prematuri.

Oggi la principale preoccupazione per le imprese serie, strutturate e internazionalizzate del Made in Italy non è soltanto il livello del dazio in sé, ma la volatilità e l’incertezza normativa.

L’incertezza incide sulla pianificazione industriale, sugli investimenti, sulla gestione finanziaria e sulla stabilità delle filiere. Per aziende che operano con programmazione pluriennale e visione strategica, la prevedibilità è un fattore competitivo essenziale.

È però altrettanto importante sottolineare con chiarezza che l’Italia ha dimostrato, nonostante i dazi, di saper crescere con lungimiranza e resilienza. Le nostre imprese hanno continuato a investire, innovare e presidiare mercati complessi, rafforzando la propria presenza internazionale.

Oggi è necessario essere realistici.

Come ha sottolineato il Governatore della Banca d’Italia, è fondamentale lavorare con determinazione su accordi bilaterali concreti e pragmatici.

Mai come adesso, e mai più di adesso, occorre trasformare la diplomazia economica in strumenti operativi che garantiscano stabilità, accesso ai mercati e reciprocità.

Il Forum Italiano dell’Export ha già intrapreso questa direzione.

Lo ha fatto recentemente a Londra, rafforzando il dialogo istituzionale e commerciale con il Regno Unito, e lo farà a breve nei Paesi del Far East, area strategica per la diversificazione geografica delle imprese italiane.

Perché oggi non basta conoscere nuove geografie commerciali:

è necessario presidiarle.

Mai come in questa fase è essenziale offrire alle imprese strumenti concreti, figli di accordi bilaterali e relazioni istituzionali solide, che consentano nell’immediato non solo di esplorare nuovi mercati, ma di strutturare presenza stabile, partnership durature e accesso operativo.

Il Forum Italiano dell’Export ritiene fondamentali tre direttrici:

1. No panic.

Le imprese italiane hanno dimostrato resilienza e capacità di adattamento. Il Made in Italy non arretra.

2. Evitare reazioni peggiorative.

Ogni fase di transizione richiede equilibrio. Dichiarazioni aggressive o letture trionfalistiche potrebbero generare irrigidimenti e tensioni ulteriori. Il rapporto transatlantico va tutelato con responsabilità.

3. Ridurre l’incertezza attraverso accordi e presidio dei mercati.

La stabilità commerciale nasce da relazioni strutturate, intese operative e presenza costante nei territori strategici.

Il commercio internazionale non può essere governato dalla volatilità permanente.

Le imprese hanno bisogno di prevedibilità, dialogo e visione.

Il Made in Italy affronta le sfide globali con determinazione e pragmatismo.

Oggi più che mai servono realismo, costruzione di ponti economici e accordi che diano strumenti immediati alle imprese.

Stabilità, bilateralità e presidio strategico: questa è la strada.”

Fonte : PositanoNews.it

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