La Guida Michelin sceglie 16 destinazioni mondiali gourmet per il 2026: tra novità e grandi classici, la Costiera Amalfitana resta una certezza del turismo gastronomico.
Il 2026 è iniziato da poche settimane, ma per chi viaggia seguendo il gusto è già tempo di fare programmi. Sempre più spesso, infatti, una vacanza nasce a tavola prima ancora che su una cartina. È in questa prospettiva che la Guida Michelin ha diffuso la sua nuova selezione di 16 destinazioni “gourmet” da tenere d’occhio nel corso dell’anno: luoghi in cui il cibo non è semplice contorno, ma parte integrante dell’esperienza. Tra mete consolidate e nuovi orizzonti emergenti, una certezza resta immutata: la Costiera Amalfitana continua a rappresentare uno dei vertici assoluti del turismo gastronomico internazionale.
Costiera Amalfitana, dove il paesaggio entra nel piatto
Più che una destinazione, la Costiera Amalfitana è un’idea di bellezza applicata alla cucina. Qui la gastronomia nasce da un equilibrio antico, costruito su ingredienti essenziali e su una relazione intima con il territorio: il mare che detta il ritmo, i terrazzamenti che regalano limoni, erbe e ortaggi, la manualità che trasforma pochi elementi in piatti memorabili. Non stupisce, quindi, che la Guida Michelin continui a considerarla uno dei poli più vitali della ristorazione italiana.
I numeri parlano chiaro: oltre 70 ristoranti segnalati, con una presenza che spazia dall’alta cucina più celebrata alle tavole informali di grande autenticità. Accanto a un Tre Stelle e a diversi Due Stelle, la rete di ristoranti con Una Stella e Bib Gourmand disegna una mappa diffusa, capace di intercettare viaggiatori diversi ma accomunati dalla stessa ricerca di qualità. È una cucina che non rincorre l’effetto speciale, ma lavora sulla sottrazione, sulla purezza dei sapori, sull’eleganza naturale della materia prima.
Il 2026 aggiunge un ulteriore tassello a questo racconto: l’avvio del nuovo collegamento ferroviario firmato Belmond promette di trasformare l’arrivo stesso in Costiera in un’esperienza narrativa, una sorta di preludio al paesaggio e alla tavola. Il consiglio resta quello di evitare l’alta stagione: maggio e la fine di settembre sono i momenti ideali per cogliere l’anima più autentica della costa, quando le cucine seguono davvero il ritmo della natura e il territorio si concede con maggiore generosità.
Le altre mete da segnare in agenda
Accanto alla Costiera Amalfitana, la selezione Michelin 2026 include destinazioni molto diverse tra loro, unite dalla stessa energia gastronomica. Venezia e le Dolomiti confermano il ruolo dell’Italia come riferimento globale del fine dining, mentre l’Europa centrale guarda a città come Wrocław e alle regioni oltre Praga per una cucina giovane e in fermento. Più lontano, emergono territori pronti a raccontarsi attraverso il cibo: dalla Cappadocia all’Arabia Saudita, dalla provincia cinese dello Jiangsu alle Filippine.
Anche il Nord America si muove in questa direzione, con nuovi riflettori puntati su itinerari simbolici come la Route 66 e su città dalla forte identità culinaria, tra cui Boston, Philadelphia, Vancouver e diverse aree del Sud degli Stati Uniti. Senza dimenticare il Québec, dove il legame tra terroir e cucina continua a evolversi con coerenza e maturità.
Fonte : PositanoNews.it