
Aperto a Meta il “caveau” dei formaggi: inaugurato ieri il tempio sotterraneo “Mete”
L’attesa è finita. Ieri, domenica, con uno stile volutamente intimo, sobrio e lontano dai clamori delle classiche cerimonie, ha aperto ufficialmente i battenti “Mete”, il nuovo e già iconico tempio ipogeo dedicato all’arte casearia.
Più che un’inaugurazione, quella di ieri è stata una vera e propria discesa in un microcosmo dove il tempo sembra essersi fermato per mettersi al servizio del gusto. Non poteva mancare anche Vito Cinque patron dell’Hotel Il San Pietro di Positano, l’eccellenza alberghiera.

Il debutto nel ventre della terra
I primi fortunati visitatori hanno potuto varcare la soglia del palazzotto di inizio Novecento per immergersi letteralmente nelle viscere della terra. Ad accoglierli, una suggestiva cripta di pietra finemente recuperata, arricchita da nicchie naturali e da un’antica cisterna per la raccolta dell’acqua.
Il restauro, curato nei minimi dettagli dall’architetto Francesco Savarese — che non ha esitato a partecipare in prima persona allo sgombero dei detriti pur di riportare alla luce il pavimento originario —, ha restituito alla Penisola Sorrentina un luogo dall’atmosfera quasi esoterica. A rendere l’inaugurazione di ieri un’esperienza totalizzante è stato poi il tocco del lighting designer internazionale Filippo Cannata: un percorso immersivo fatto di luci, ombre, suggestioni naturali e frequenze sonore studiate appositamente per accompagnare il “riposo” dei formaggi.
Due maestri per un “caveau” senza vendita al dettaglio
L’apertura di ieri segna il traguardo (la “meta”, per l’appunto) di una visione ambiziosa cullata da due giganti dell’enogastronomia campana:
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Salvatore De Gennaro: vicano doc, fondatore de “La Tradizione” di Seiano e maestro selezionatore.
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Giuseppe Iaconelli: originario dell’Alto Casertano, allevatore ed esperto affinatore di fama nazionale.
Ieri è stato ribadito con forza un concetto fondamentale per comprendere l’anima del progetto: Mete non è una bottega. Nessuna vendita al dettaglio al banco. Si tratta di un autentico caveau destinato a custodire e affinare le eccellenze dei maestri casari del territorio. La struttura sarà il fulcro di un turismo esperienziale d’élite, offrendo visite guidate per intenditori che potranno poi proseguire con tour immersivi direttamente negli allevamenti e nei caseifici locali.
La rivoluzione: il formaggio come i grandi vini
Brindando al nuovo inizio, i fondatori hanno illustrato quella che è la vera scommessa di Mete: importare l’affascinante concetto di “cru” — da sempre baluardo dell’enologia — nel mondo dei formaggi.
L’obiettivo lanciato ieri è chiaro: stimolare gli artigiani a creare provoloni e caciocavalli utilizzando solo latte munto in micro-aree geografiche delimitate e nutrito con foraggi tracciabili di altissima qualità. Il risultato? Formaggi che usciranno da questo santuario sotterraneo come pezzi unici, numerati e certificati. L’inaugurazione di ieri, insomma, non ha solo aperto le porte di un locale, ma ha tracciato una nuova, prestigiosa rotta per l’intera filiera lattiero-casearia del Sud Italia.
Fonte : PositanoNews.it



